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Dove sarai domani? [Great Mazinger]

Fortezza delle Scienze, Penisola di Izu, Giappone.
21 Maggio 1974

« Procedura di rientro completata.»
Il dottor Kenzo Kabuto riprende a respirare. Osserva sul monitor le telecamere che gli mostrano da diverse angolazioni la discesa poco atletica di Tetsuya dal Brain Condor.
Prende in mano il microfono. Sorride. « Ottimo lavoro, Tetsuya.» gli dice, anche se vorrebbe chiamarlo figliolo, ma non può. Non è il momento. La guerra contro i Micenei è al suo culmine, e il ragazzo deve rimanere concentrato sulla sua missione; ma, in futuro, Kenzo Kabuto si ripromette di essere meno chiuso e freddo. Ma in futuro, quando potrà finalmente svelare a Shiro il legame che li unisce, e magari riabbracciare Koji. « Ora lascia che i tecnici si occupino del Grande Mazinga, e vatti a riposare.»
Tetsuya vorrebbe obiettare che lui non è affatto stanco, e che se fosse per lui uscirebbe subito di nuovo a perlustrare la zona, ma poi desiste; borbotta un « Roger » poco convinto e si dirige agli ascensori, non prima di aver lanciato uno sguardo al gigantesco robot che lo accompagna in battaglia.
'Cause nobody knows what’s gonna happen tomorrow We try not to show how frightened we are. Collapse )

Dillo alla Luna [Great Mazinger]


Per quale motivo mi trovo qui?, questo sta dicendo la tua faccia, anche se hai messo su l’espressione più antipatica e scostante del tuo repertorio.
Il mondo intorno a te sembra impazzito. Tutti urlano, saltano, si agitano come forsennati al ritmo della batteria e ti schiacciano, senza tanti complimenti. Persino l’energumeno che sembra un fan dei Metallica di quelli duri e puri, quello che fino ad un’ora fa fissava il mondo con l’aria di chi pensa: e me la chiamate musica, questa?, persino lui adesso balla agitando testa e braccia al ritmo di Astronaut, in puro stile anni ’80.
Uno spettacolo sconcertante, che ben si amalgama con il resto dell’umanità che ti attornia.
Sei in campo nemico, e ti senti circondato come se dieci Mostri Guerrieri ti avessero messo in mezzo e ti stessero studiando prima di saltarti alla gola, vero?


There is nothing better than being whit you, and’ I’m feeling so nice.Collapse )

La Stella dei Desideri [One Piece]


Il cielo è sereno e sgombro da nuvole. Osserva le stelle sopra la sua testa, così chiare, così luminose che sembrano chiamarla.
Il mare verde dorme placido sotto di loro, e la Strada Maestra serpeggia morbida eluminosa contro il fondo nero del cielo.
Chissà se le stelle cadenti si vedono anche quaggiù…, pensa annotando schizzi veloci sulla carta e riportando le distanze sulla mappa.
Traccia le linee con la riga che ha acquistato nell’ultima città che la nave si è lasciata alle spalle. Quella che aveva portato con sé da Arlong Park l’ha sfasciata Rufy. Come al solito.


L’aveva trovata nello studio che Arlong le aveva fatto preparare nella sua reggia, poco fuori Coconut Village. Era già tarlata. Chissà quanti anni aveva quell’arnese e a chi l’avevano saccheggiata…Collapse )

Tutto d'un fiato [Dragonball GT]

L’automobile bianca sfreccia sul lungomare al tramonto.
I prodotti della Capsule Corp. sono sempre i migliori, deve proprio darne atto alla sua dolce metà. Il veicolo va che è una bellezza, e pensare che si tratta di un prototipo non ancora perfezionato. L’ha ideato lei quando era ancora una ragazzina di sedici anni che andava in giro con le trecce e i pantaloncini cortissimi. E gialli.
Ancora oggi, quando guarda le sue foto da giovane, lei si domanda a voce alta come facesse a girare conciata in quel modo, e come potesse sua madre a permetterle di azzeccare quei colori che facevano a pugni tra loro. Giallo e rosa acceso. Oppure verde bandiera e viola.
Di foto sgargianti, che ritraggono la sua adolescenza coloratissima, ne hanno tre album giganti pieni zeppi, senza contare tutti i file immessi nelle primissime e rudimentali banche-dati create dall’azienda di famiglia. Ma la vera passione di sua moglie, e il suo cavallo di battaglia, non sono i ricordi; sono le macchine. Lei ha le mani d’oro per tutto quello che riguarda ingranaggi, olio, rotelle e pistoni. Il velivolo che sta pilotando lui adesso n’è un perfetto esempio.

 
Complimenti, tesoro, questo prototipo è proprio un gioiellino, pensa lui schiacciando il pedale. Il piede va sempre più giù, complice l’aria frizzante di una sera di mezza estate, e un rettilineo sospeso sul mare rosso che non chiede altro che di essere percorso a gran velocità.Collapse )

Affido alla carta di queste pagine il resoconto della mia vita in quest’ora di ambasce e dolore.
Possa Iddio onnipotente guidare questa mano malferma e concedere ancora un po’ di luce ai miei occhi quasi ciechi e porre fine al mio compito e liberarmi, in parte, la coscienza da un peccato più grande di me. La mia vita, che si va spegnendo lentamente sulle rive di una spiaggia sassosa su cui s’affaccia l’imponente monastero, è nota alle corti di tutto il mondo cristiano tramite il racconto del tradimento di coloro che ebbi cari come e più della mia stessa anima; se s’escludono il Signore onnipotente e mio padre, che diede a mia madre il seme da cui germogliò la mia esistenza, mio fratello e mio marito sono stati gli unici uomini che abbia amato in vita mia.
Eppure, con il cuore avvelenato dal dolore, ho ucciso mio marito. Ai sacerdoti che nel corso degli anni hanno ricevuto l’incarico di curare la mia anima, ho sempre omesso in confessione che ad uccidere mio marito, più del veleno, più della febbre, più dell’attesa straziante è stata un’unica parola.
Nero.



E che Dio mi perdoni, ma non me ne pento affatto. Collapse )

Appuntamento [Shojo Kakumei Utena-]

La caffetteria elegante ha aperto da poco. Il pavimento è lucido e odora di cera d'api che si mescola alla pioggia che viene da fuori ed entra con lei in una nuvola di vapor acqueo. Si accomoda davanti all'ampia vetrata blu, sotto il simbolo stilizzato di una rosa. Anche all'Accademia c'erano vetrate così. Il ferro era piegato secondo il disegno di quell'artista scozzese che tanto aveva amato la tremenda simmetria dei petali della regina dei fiori. Vetrate, stemmi ricamati sui colletti delle uniformi, marchi che segnavano con eleganza il mondo ovattato che si svegliava ogni mattina oltre il Cancello dell'Accademia.

Lemuria. Mu. Atlantide. Babilonia. Gerusalemme. Atene. Roma. El Dorado. Alessandria. Shangri-là e il suo mondo di ghiaccio. I Califfati della Spagna del Sud. Che rimane di quei fasti perduti?Collapse )

 

 

Lucciole e Lampare [Tecnoninja Gatchaman]

"Palla tre in buca d'angolo."
La punta della stecca bacia veloce il gessetto e si distende sulle due dita sottili. Avanti e indietro un paio di volte e poi via, a colpire la palla bianca con un movimento dolce.
Rotola, rotola, rotola e la palla numero tre, come predetto, s'insacca all'angolo, proprio sotto i miei occhi.
È brava, non c'è che dire. Forse anche troppo, almeno per questi quattro disgraziati che affollano di solito il biliardo male in arnese vicino al porto.
Che ci fa qui una come te?, vorrei chiederle prendendole il mento affilato tra le dita.

" Tocca ancora a te... " rispondo incrociando le braccia e la stecca con indifferenza.Collapse )

Mobbing [Tecnoninja Gatchaman]


Buongiorno a tutti. Quella che state per leggere è una storia in soggettiva.
Sì, lo so, molti di voi diranno « Che palle! » e chiuderanno la faccenda voltando pagina; però vi chiedo: è davvero così difficile starmi ad ascoltare?
Devo dirvi qualcosa di molto importante, e sinceramente non so quanto possa essere utile sapere dei dettagli tutto sommato insignificanti.
Quindi vi prego, anche se non mi dilungherò in descrizioni varie e precise, statemi ad ascoltare. E se proprio non riuscite a vivere senza sapere se un paio d’occhi sono blu o se i fiori sono freschi, fate una bella cosa: inventate.

La situazione è più… sottile, come direbbe Ken. Jo userebbe un altro temrnie… termine, un paragone più calzante, ma di sicuro poco adatto ad una bocca che non sia la sua. Specie quella di una ragazza.Collapse )

Cose Stupide [Tecnoninja Gatchaman]


Ammettetelo. Non vi sono mai piaciuto.
Ammettetelo, forza! Che vi succede? Non siamo forse... come si dice? Ah sì: non siamo tra uomini? Cosa dici, Joe? Non sono un uomo, ma un moccioso, adesso che vi fa comodo?
Certo. Certo, ci mancherebbe!
Tanto, anche se svicolate, io lo so di non andarvi a genio. Non sono adatto per la squadra. Troppo giovane, troppo insicuro, troppo instabile per combattere contro i Galactors, vero?
Ma voi? Ve lo siete mai fatto un bell'esame di coscienza?

Hamburger di Cigno... Perché no?Collapse )

Lo straccio scorre veloce sull’acciaio.
Di più. Sa che può brillare ancora di più. Deve passargli sopra ancora il grasso, una dose generosa di lucido e panno di lana, e l’armatura andrà più che bene per la cerimonia di domani.
Certo, avrebbe bisogno di una cura ricostituente somministrata dalle mani di un fabbro esperto come Ronnie Groilop, e magari anche un paio di martellate date per il verso giusto, ma va bene anche così.
Alita sulla gorgiera che gli rimanda il suo viso deformato. Orgoglio.

Si sente scaldare il cuore quando pensa che, tra meno di dodici ore, lui sarà nel piazzale maggiore con l’armatura indosso e il sole che illuminerà gli stemmi sul petto e i coprispalle.

È emozionato. E sente un groppo in gola.

Coraggio, è quasi finita. Domani. Aspetta solo fino a domani e poi potrai urlarlo al mondo intero.Collapse )


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